MUSICOTERAPIA della RISONANZA®
Sulla riabilitazione
La parola riabilitazione è diffusa generalmente in modo riduttivo e ginnico (Waddington 77, Changeux 83, Maturana e Varela 85, Pierro 89). Generalmente, sottintendendo la musica incommensurabile ed incodificabile, si è tenuta la riabilitazione musicale lontana dall'area della Riabilitazione, con conseguenze non positive per le persone.

Rammentiamo alcune linee guida storiche ( Pierro e Salvini ) adattate al mondo della musica e del suono:
  • Riabilitare "musicalmente" significa consentire all’individuo, con danno delle funzioni di comunicazione parametrica, di continuare a costruire la propria identità sonora caratteristica, a variare i parametri sonori ed a costruire significato "musicale", utilizzando la voce, gli strumenti "musicali", il suono, il movimento.
  • Il neonato entra a far parte di un ecosistema e lo modifica (e ne viene modificato) profondamente; parte di questo ecosistema è quello sonoro; l’individuo tende a realizzare un processo di complementarietà anche con l'ambiente sonoro attraverso il processo interattivo che definirà i confini della reciproca compatibilità. Considerando negativamente lo stato dell'ecosistema sonoro metropolitano, si può affermare che occorra una particolare capacità esplorativa e comunicativa ed una modificabilità ed adattabilità dei propri ritmi e scelte comportamentali, che non sono spontanee in generale, ma che possono essere apprese con l'esperienza, soprattutto se guidati dall'interazione con persone esperte e professionalmente preparate.
  • Se ciò vale per la persona "normodotata" a maggior ragione vale per la persona disabile, la quale ha problemi suppletivi nell’esplorare e gestire l’universo sonoro. Scopo dell’intervento è quello dell’incremento di variabilità e di modificabilità adattiva sonora, attraverso la modulazione mirata delle perturbazioni presenti nella nicchia ecologica (nell’area di modificazione del dialogo sonoro e, collateralmente, approfondendo e sviluppando la ricerca sugli effetti somatici e uditivi dei suoni, degli infrasuoni e delle vibrazioni). Fondamentale alla base di tutto è che la sperimentazione sulle modificazioni somatiche avvenga all'interno di un contesto-setting che abbia al centro l’esplorazione del confine tra limiti e possibilità sonore, facilitando il bambino (e la persona in generale) a produrre variabilità, autorganizzazione, riflessione, confronto, commento verbale e non verbale sull’esperienza sonora stessa.
  • Non si può riabilitare un uomo senza tener conto e basarsi sulla sua storia
  • Il bambino, come qualsiasi organismo vivente, non può essere considerato una macchina di riflessi, (inteso come risposte stereotipate a stimoli stereotipati) indipendentemente dal tempo, stereotipata e prevedibile. La continua variabilità caratterizza le funzioni ed il comportamento del bambino come dell'anziano.
  • La curiosità e' la molla biologica della variabilità e un istinto (Lorenz 74) indispensabile per cercare, sperimentare e memorizzare differenti modelli di interazione con l'ambiente, aumentando così le probabilità di sopravvivenza.
  • L'adattabilità è relativa al grado di specificazione del comportamento (e delle funzioni) rispetto alle circostanze ed agli scopi (Granit 77, Bateson 77, 84, Milani Comparetti 85).
  • Gli organismi viventi sono in adattamento continuo, in una funzionalità adattiva continua (Salvini 78, 89, 90)
  • La capacità storica del sistema nervoso è la competenza più importante da studiare per la valutazione e la rieducazione degli effetti di eventuali danni occorsi in epoca pre, peri e postnatale, così come nell'arco intero della vita.
  • La malattia si esprime come caduta di selettività del rapporto corpo/mente/ambiente cioè della capacità di cambiare forma dinamica (perdere una forma per assumerne una nuova) in rapporto con le interazioni attuali, con l'ambiente che cambia e con le tracce delle interazioni precedenti storicizzate.
  • La riabilitazione deve necessariamente essere operata da terapeuti che, come artigiani, utilizzano ed inventano utensili e tecniche come mezzi per rendere più selettivo il proprio rapporto con il materiale da accompagnare nella trasformazione (uomini e non cose) e rendere più specifica la propria interazione trasformativa.
  • La riabilitazione non potrà dunque essere prefissata dogmaticamente, rigida, uguale per tutti, ma selettivamente, cioè adattabile (a semplificazione progressiva) rispetto al modo con cui ogni uomo (bambino o anziano) tende a selettivare il proprio comportamento, organizzando la storia della propria esistenza interattiva (Sabbadini 89, Edelman 75, Damasio 91, Goleman 93, Ledoux 95).